San Lorenzo [R]Esiste!

11 gennaio 2010

Piazza Manlio Gelsomini

Filed under: Commenti,Storie — sanlorenzoresiste @ 1:06 pm
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San Lorenzo è di sinistra … San Lorenzo rosso … quartiere proletario … quartiere di artisti e intellettuali … E’ abbastanza evidente (e offensivo) come San Lorenzo non sia più nulla di tutto questo, mentre l’etichetta e il folklore, mediati da un lato dal commercio bottegaio dall’altro dal fankazzismo generazionale, continuino a venderlo come porto di ideali e di riflessioni progressiste. L’estrema sinistra si fonde con l’estrema destra senza soluzione di continuità, barattando ideologie di popolo e società con quelle della curva. Filosofi, storiografi, e politologi che lasciano incise perle di saggezza come sacre scritture tra piscio e piscio degli angoli cittadini hanno evidentemente studiato a fondo le basi dell’anarchia nei cessi di qualche stazione, confondendone i concetti di auto – organizzazione (assenza di chi comanda, perché non necessario, in quanto una massa sana si può comandare da se senza il bisogno di scrivere leggi che sono ovvie e sensate) con una più leggiadra e scanzonata assenza di regole, molto comoda a chi non ha nulla da perdere perché abbandonato a se stesso o al contrario perché il conto va poi sul conto di qualcun altro … Manlio Gelsomini, medico e antifascista, prima antifascista poi medico, la targa in Piazza dell’Immacolata ne riassume la tragedia di vita, e le scelte di quella vita che ne decretano la fine della vita stessa. Mezzo secolo dopo, tra notti di incontinenza borghese e benessere abusato e svenduto al bar dell’angolo, il meglio che può fare quello stesso popolo è dar fuoco alla corona che ne celebra il nome, per gioco o per sfregio o per noia o per incolta e ottusa stanchezza di vita. San Lorenzo è neurologicamente infermo: non riconosce più destra e sinistra, confonde i colori, a tratti crede di essere oggi artista e domani letterato, non ricorda più quanti anni ha, confondendo la saggezza senile con le inquietudini della pubertà, pisciandosi addosso ogni notte e dimenticando il suo passato giorno dopo giorno. E’ come un vecchio matto insomma, nel ricordo di qualche antico fasto, a cui si cerca di spremere gli ultimi soldi nascosti in qualche mattonella prima di un triste decesso che non importerà a nessuno. Resta il valore di persone come Manlio Gelsomini, propongo di spostarne la memoria altrove. Buon anno.

emi

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5 commenti »

  1. Sabato mattina Prossimo (16 Gennaio 2010) Vorrei andare a ripulire la targa di Gelsomini. Se qualcuno conosce metodi pulitori del Marmo allora parli. Per le dieci credo che sarebbe un orario perfetto.

    Commento di miMMo — 11 gennaio 2010 @ 4:42 pm | Rispondi

    • prima di lanciarmi su prodotti e metodi sofisticati, farei un tentativo con una spugnetta di quelle abrasive (di plastica non di acciaio) e un po’ di sapone per i piatti. Visto che si tratta di fuliggine (per giunta depositata da poco) potrebbe funzionare.
      In caso contrario: vuoi che fra i marmisti del Verano non ci sia qualcuno che ha una soluzione?

      complimenti per l’iniziativa
      step

      Commento di step — 13 gennaio 2010 @ 1:26 pm | Rispondi

  2. Bellissimo post, veramente degno di un quartiere civile che purtroppo San Lorenzo non è.
    Ogni volta che ci vado mi sconvolge la sporcizia e la quantità impressionante di scritte sui muri.
    Il fatto è che giovani e meno giovani progressisti si sono autoconvinti che se i muri sono pieni di manifesti e le strade di bottiglie vuote, significa che il quartiere è libero, libertario, vivo, vissuto.
    Per me invece significa che la gente è incivile.
    A Saint Germain, quartiere di locali e movida della Parigi bynight, i muri sono puliti e non c’è monnezza in giro.
    Come dici tu, Emi, le ideologie stracotte sono folklore per gli universitari in libera uscita che ritengono sacrosanto imbrattare e sporcare il quartiere nel quale vivono.

    Commento di Les — 14 gennaio 2010 @ 2:21 pm | Rispondi

  3. mimmo prova prima con tanta acqua (armati di spruzzino e spugnona)e spazzola non troppo morbida ma neanche di ferro..togli cosi il nero che viene via, poi quello che rimane puoi provare a toglierlo con un sapone qualsiasi e se proprio non dovesse venire via allora io da restauratrice proverei con il carbonato d’ammonio ad impacco…spero di esserti stata d’aiuto
    laura

    Commento di laura — 14 gennaio 2010 @ 11:42 pm | Rispondi

  4. […] del 2006. Nel 2009 segue documentazione zoologica sui ratti del quartiere. E nel 2010 andiamo sulla rivalutazione urbanistica a carico di qualche trastornato. Insomma, un aggancio al vecchio blog, e a qualche commento […]

    Pingback di Storie di Piazza « La graticola di San Lorenzo — 3 gennaio 2013 @ 3:32 pm | Rispondi


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