Immaginata, prospettata o semplicemente minacciata la class action ha fatto più volte capolino quale strumento mediante il quale obbligare l’amministrazione comunale ad agire in modo diretto, nonché risolutivo, per il ristabilimento delle regole che essa stessa si è data.
Stavolta ci provano quelli del Coordinamento dei residenti città storica, i quali intendono utilizzare la class action per richiamare l’attenzione del sindaco e dell’amministrazione cittadina sul problema del chiasso nelle notti d’estate. Beati loro – verrebbe da dire – che si lamentano del “solo” chiasso estivo. L’estate romana, per quanto lunga e funestata dalle sue notti di caciara, non occupa mai lo spazio di dodici mesi come invece capita alle notti sanlorenzine.
La class action ha quale obiettivo quello di coinvolgere gli utenti dei servizi pubblici nella valutazione dei prodotti resi dalle pubbliche amministrazioni consentendo loro di agire in giudizio nei confronti di queste ultime – nonché dei concessionari di servizi pubblici – se dalla violazione di standard qualitativi ed economici o degli obblighi contenuti nelle Carte dei servizi, dall’omesso esercizio di poteri di vigilanza, di controllo o sanzionatori, dalla violazione dei termini o dalla mancata emanazione di atti amministrativi generali, derivi la lesione di interessi giuridicamente rilevanti per una pluralità degli stessi.
Igiene urbana, inquinamento acustico e illuminazione pubblica sono argomenti che potrebbero fare al caso nostro?
Se volete qualche informazione in più sui vostri diritti leggete: Carta dei Servizi dell’AMA, Agenzia per il controllo e la qualità dei servizi pubblici locali del Comune di Roma.



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Tags: Comune di Roma, Movida
I ggiovani sciamano per le vie di San Lorenzo con pochi euro in tasca ma comunque sufficienti ad assicurargli la sbornia. Bevono, urlano, pisciano e vomitano. Tutto nella normalità. Il vetro che si accumula vale di più del prezzo pagato per la birra che vi era contenuta. Potrebbe essere una risorsa, specialmente in tempi di magra, ma è destinato ad essere frantumato aggiungendo sporcizia a sporcizia.
Il nostro funambolico sindaco ha da poco annunciato che saranno realizzate 51 nuove chiese. Per lui le questioni dello spirito si fermano sul sagrato. Sostanze alcoliche e distillati appartengono ad un altra sfera dello spirito, vale a dire quella dove l’interesse bottegaio è preminente. La Fiepet-Confesercenti ha supplicato che non siano varate le ordinanze anti-vetro poiché per la categoria: “l’anti-alcol sarebbe il provvedimento più devastante”. Noi solidali con la categoria ospiteremo una generazione di etilici molesti nelle nostre strade. Il sindaco sull’ordinanza anti-vetro ci sta pensando. Tanto, com’è suo costume, dopo un po’ ci ripensa.
Cosa vogliamo farci? Beviamoci su! Tanto costa poco.