San Lorenzo [R]Esiste!

30 dicembre 2010

Triste, solitario y final

Filed under: Storie — sanlorenzoresiste @ 10:04 am
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Questo articolo arriva al blog quale commento ad un precedente post su piazza dell’Immacolata. Ma il tema e la forza delle argomentazioni meritano un maggiore risalto, una dignità propria.
Buon anno. Ce lo auguriamo, ce lo meritiamo.

Sono residente a San Lorenzo dal 2006 ed ho scelto questo quartiere non tanto perché funzionale alle mie esigenze di lavoro e di vita privata, ma soprattutto perché mi piaceva l’idea di abitare nella giusta commistione, che mi sembrava esso rappresentasse, tra un’anima antica e popolare ed una moderna e movimentata, convinto che tra le due non vi fosse contraddizione, ma, anzi, la prospettiva di una felice sinergia.

Non cercavo un posto tranquillo, quindi, e non volevo vivere in un dormitorio, pensavo invece fosse un valore aggiunto sentire dalle finestre aperte il vocio e poter scendere in strada e trovarvi gente, giovane e meno giovane, intenta a parlare, ballare, bere e divertirsi. Non sono così bacchettone o ingenuo da aver creduto che tutto questo non comportasse, naturalmente, una certa dose di confusione, sporcizia, attività illegali (che nascono ovunque vi siano persone che si riuniscono liberamente e che, loro malgrado, costituiscono un appetibile mercato); in questi anni ho attraversato San Lorenzo alla ricerca di conferme alla mia idea originaria, persuaso che, in fondo, il tappeto di bottiglie che arreda la piazza la domenica mattina, l’aria in vari tratti irrespirabile per le esalazioni uriche, le scritte invasive oltre ogni velleità artistica ed oltre ogni discriminazione tra spazi pubblici e privati, i piccoli danni procurati alla mia macchina in sosta e, persino, gli angoli strategici presidiati da spacciatori in servizio permanente, fossero tutti mali inevitabili, temporaneamente sopportabili e, nel lungo periodo, trattabili. Ho seguito, così, con curiosità e senza preconcetti, le iniziative che amministrazioni, comitati di quartiere ed associazioni hanno portato avanti in questi anni per risolvere o quantomeno limitare quei mali, e la scorsa estate pareva che le cose fossero migliorate.

Martedì 28 dicembre sono uscito, intorno alle 20.30, per incontrarmi con alcuni vecchi amici prima di andare a mangiare in un trattoria della zona, e ci siamo dati appuntamento in piazza dell’Immacolata. E quello che ho visto, (ripeto: alle 20.30 di martedì 28 dicembre) mi ha amareggiato e raggelato più del freddo pungente. Ho preso coscienza che si è passato il limite e che il male è ormai diventato preponderante su tutto il resto e per questo insostenibile.

La movida non c’era. Gli studenti non c’erano. C’erano solo decine di spacciatori, in piccoli gruppi, che occupavano fisicamente lo spazio antistante la chiesa. Tutto quello che è stato fatto sinora per “riappropriarsi” degli spazi non è servito a nulla: non appena le iniziative vengono sospese la situazione torna come prima, anzi peggiora decisamente (e qui mi sorge peraltro il dubbio che questa controccupazione attuata dagli spacciatori – tutti presumibilmente nordafricani – sia non solo organizzata, ma che abbia anche finalità punitive nei confronti proprio dei residenti che denunciano gli abusi e le distorsioni del “divertimentificio”).

I miei amici ed io ci siamo sentiti progressivamente a disagio, fuori contesto, giacché eravamo lì né per vendere né per comprare; e inoltre, quando siamo stati avvicinati con strenne natalizie di fumo e coca (perché c’era un nettissimo surplus di offerta, la piazza era vuota e i pochi che vi transitavano lo facevano a passo veloce), avendo opposto il nostro diniego, abbiamo iniziato a percepire la sgradevole sensazione di essere osservati con sospetto.

Così ci siamo allontanati. “Allontanato” ed “estraneo”, così mi son sentito io per tutta la sera, come se mi avessero buttato fuori dal quartiere in cui vivo. E la cosa mi fa rabbia, tanta.

Orlando

14 dicembre 2010

vota Antonio

Filed under: Storie — sanlorenzoresiste @ 11:43 pm
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Il primo contatto con Antonio Rezza risale allo scorso anno.

Più che un incontro si trattò di uno scontro. Ma dall’altra parte – almeno per una volta – si è incontrato qualcuno che ha voluto ascoltare e comprendere le motivazioni degli altri. Vale a dire, le istanze di chi chiede solo una modica quantità di attenzione e di rispetto.

Nel corso di questo anno non sono mancate le occasioni di confronto e si è anche presa in considerazione l’idea di poter realizzare qualcosa assieme a San Lorenzo. Adesso Antonio Rezza è di nuovo in città (avete visto i manifesti?) e più precisamente in un teatro. Andare a vedere lo spettacolo può essere utile allo spirito e all’intelletto.

P.S. Si auspica che questo post sia utile a decrementare il numero di manifesti affissi (per una via paperless alla comunicazione di massa).

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