La Ceres costa solo 2 euro. Lo annunciano con un cartellone contornato da lucine luminose che fa tanto Natale e tanta tenerezza. Il volantino promette ebbrezze alcoliche a prezzi popolari, poca spesa e molta spensieratezza. Benvenuti a San Lorenzo. Benvenuti all’hard discount della sbronza, dove l’euforia etilica si adegua alle ristrettezze indotte dalla triste congiuntura economica. Se la crisi morde allora si risponde abbassando le pretese. Ma fino a dove? Come possono i gestori dei locali assicurarsi gli utili se i prezzi della birra, degli alcolici, dei cocktail scendono mentre i prezzi per l’affitto dei locali restano comunque alti? Si elude il fisco? Si ricorre al lavoro nero? Si resta aperti ben oltre l’orario di chiusura? Ma perché farsi tante domande quando la notte è ancora lunga.
I ggiovani sciamano per le vie di San Lorenzo con pochi euro in tasca ma comunque sufficienti ad assicurargli la sbornia. Bevono, urlano, pisciano e vomitano. Tutto nella normalità. Il vetro che si accumula vale di più del prezzo pagato per la birra che vi era contenuta. Potrebbe essere una risorsa, specialmente in tempi di magra, ma è destinato ad essere frantumato aggiungendo sporcizia a sporcizia.
Il nostro funambolico sindaco ha da poco annunciato che saranno realizzate 51 nuove chiese. Per lui le questioni dello spirito si fermano sul sagrato. Sostanze alcoliche e distillati appartengono ad un altra sfera dello spirito, vale a dire quella dove l’interesse bottegaio è preminente. La Fiepet-Confesercenti ha supplicato che non siano varate le ordinanze anti-vetro poiché per la categoria: “l’anti-alcol sarebbe il provvedimento più devastante”. Noi solidali con la categoria ospiteremo una generazione di etilici molesti nelle nostre strade. Il sindaco sull’ordinanza anti-vetro ci sta pensando. Tanto, com’è suo costume, dopo un po’ ci ripensa.
Cosa vogliamo farci? Beviamoci su! Tanto costa poco.
discount san lorenzo
Tags: Comune di Roma, Movida
I ggiovani sciamano per le vie di San Lorenzo con pochi euro in tasca ma comunque sufficienti ad assicurargli la sbornia. Bevono, urlano, pisciano e vomitano. Tutto nella normalità. Il vetro che si accumula vale di più del prezzo pagato per la birra che vi era contenuta. Potrebbe essere una risorsa, specialmente in tempi di magra, ma è destinato ad essere frantumato aggiungendo sporcizia a sporcizia.
Il nostro funambolico sindaco ha da poco annunciato che saranno realizzate 51 nuove chiese. Per lui le questioni dello spirito si fermano sul sagrato. Sostanze alcoliche e distillati appartengono ad un altra sfera dello spirito, vale a dire quella dove l’interesse bottegaio è preminente. La Fiepet-Confesercenti ha supplicato che non siano varate le ordinanze anti-vetro poiché per la categoria: “l’anti-alcol sarebbe il provvedimento più devastante”. Noi solidali con la categoria ospiteremo una generazione di etilici molesti nelle nostre strade. Il sindaco sull’ordinanza anti-vetro ci sta pensando. Tanto, com’è suo costume, dopo un po’ ci ripensa.
Cosa vogliamo farci? Beviamoci su! Tanto costa poco.