Chiudendo l’ombrello, dopo un lungo periodo di pioggia, e colto di sorpresa da un timido raggio di sole il sindaco di questa ridente città ebbe una improvvisa quanto inconsueta intuizione: inizia la bella stagione, la gente scenderà nelle strade. Così, nella solitudine della sua stanzetta, malamente illuminata da una lampada a petrolio che fu di Ernesto Nathan (quello di: nun c’è trippa pe’ gatti) vergò con mano ferma e grafia incerta un’ordinanza che fa così:
MISURE PER LA PREVENZIONE E LA REPRESSIONE DEGLI SCHIAMAZZI NOTTURNI E DEI RUMORI LESIVI DELLA SALUTE, DELLA SICUREZZA DELLE PERSONE E DELL’IGIENE PUBBLICA
L’Ordinanza è valida per l’intero territorio del Comune di Roma e ha vigenza fino al 31 dicembre 2010.
Obiettivo:
1. Prevenire e contrastare schiamazzi, assembramenti chiassosi, rumori molesti che raggiungono forme di vero e proprio inquinamento acustico con danno alla salute;
2. Prevenire e contrastare comportamenti che sono di limitazione e di intralcio alla circolazione;
3. Prevenire e contrastare comportamenti che provocano l’insudiciamento delle strade e che compromettono l’integrità del contesto urbano.
L’Ordinanza prevede:
1. Il divieto di tutti i rumori molesti o inutili, causati senza necessità alcuna, riconducibili a comportamenti degenerativi e all’esercizio di attività ludiche, economico-sociali, di circoli privati e di altre assimilabili;
2. La violazione dell’Ordinanza, ferma restando l’eventuale applicazione delle sanzioni penali e amministrative, comporta una multa da € 50 a € 500;
3. Obbligo di mantenere pulite le aree, a pena di 500 € di multa;
Soddisfatto, si asciugò la fronte madida di sudore per lo sforzo compiuto, si sollevò sulle gambe malferme e chiamò i banditori perché annunciassero il nuovo editto ai cittadini. Quindi si abbandonò pesantemente sullo scranno e si addormentò. Per oggi aveva fatto abbastanza.
Ad un esame approfondito del testo, perché se ne colga una reale efficacia, appare in parte disattesa quella che nel giornalismo anglosassone è detta la “regola delle 5 W”: WHO (Chi), WHAT (Cosa), WHEN (Quando), WHERE (Dove), WHY (Perché). Ma forse il nostro sindaco non parla la lingua della perfida Albione.
San Lorenzo [R]esiste





Cento acri di solitudine
Tags: Ambiente, Bambini, Orto didattico, Partecipazione
In fondo a via dei Sabelli c’è un parco. Non stiamo scherzando, è vero. Se non lo avete mai visto, se non ci siete mai entrati è perché una carraia ne rende poco agevole l’accesso. Quindi non provate a portarci i vostri bambini – muniti di palloni, biciclette, frisbee – promettendogli chissà quale meravigliosa giornata all’aria aperta. Rischiate di giocarvi la reputazione con il marmocchio, oltre a subirne la successiva rappresaglia. Ma perché uno spazio pubblico, e per di più collocato nel verde, non dovrebbe essere accessibile ai cittadini? E perché, invece, si trova in queste condizioni?
La zona nella quale si trova questo spazio verde è da anni sottoposta a speculazione edilizia. Laboratori artigianali che improvvisamente si trasformano in loft, locali per la musica, pizzerie. E chissà se anche in questo caso qualcuno non abbia l’intenzione di “rosicchiarsi” questo luogo pubblico per convertirlo in privato, complice il disinteresse di tutti. Ma se questo spazio è pubblico, allora noi pretendiamo che resti tale. Anzi, che sia realmente pubblico. Pubblico per quello che riguarda la sua fruizione, pubblico per quello che concerne la sua gestione. Noi un’idea ce l’abbiamo.
Vogliamo che diventi, dopo una necessaria opera di bonifica, un orto didattico. Si tratta di un luogo dove i bambini del quartiere, attraverso metodi educativi, e sostenuti nelle attività, possano coltivare verdure ed ortaggi. Dove lavorando e divertendosi apprendano i ritmi della natura ed i principi di una alimentazione sana e genuina. Utilizzando il gioco come strumento per sviluppare l’interesse dei bambini verso la natura ed educarli ai principi dell’ecologia.
Se siete d’accordo, se avete suggerimenti scrivetelo sul blog o all’indirizzo e-mail:
sanlorenzoresiste@gmail.com.
San Lorenzo [R]esiste